Il giro del mondo in una settimana. Restando a Matera

Solo un sognatore visionario come Jules Verne poteva immaginarsi un’avventura così. “Il giro del mondo in ottanta giorni” – pubblicato dallo scrittore francese nel 1873 – racconta infatti l’incredibile viaggio del gentiluomo londinese Phileas Fogg insieme al suo maggiordomo francese Passepartout. Intrapreso semplicemente per un scommessa, con in palio 20.000 sterline. All’epoca era un’idea frutto solo della fervida fantasia di Verne, oggi invece è assoluta realtà. Tanto che sempre più spesso viene da dire: “Ma quant’è piccolo il mondo!”. Come è capitato a me quando, ad esempio, nella folla di turisti al Partenone di Atene mi passò accanto Vincenzo, un mio conoscente materano; oppure quando a Parigi, dentro Notre Dame, mi vidi salutare da lontano da Massimo, amico della vecchia comitiva ai tempi del liceo.

A spasso nei Sassi con due signore danesi

Io però il giro del mondo non l’ho ancora completato, anzi. Spero però di riuscire a vedere più posti possibili finché Dio vorrà. Intanto mi accontento di andare decine di volte da un capo all’altro del pianeta ma…da fermo, o meglio, andando su e giù per i Sassi! Come è successo la scorsa settimana. Iniziata con un gruppo di studenti americani dell’Università di Pittsburgh, in viaggio di studio in Italia e in visita a Matera per un giorno: arrivati il sabato sera e subito catapultati nella coinvolgente atmosfera di una Piazza S.Giovanni affollata per lo strepitoso concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio in occasione di Materadio, per poi trascorre l’intera mattinata successiva in mia compagnia in un lungo giro tra il Sasso Barisano, il Caveoso e il Centro Storico. Al pomeriggio invece sono stato io ad essere catapultato dall’altra parte del mondo, con un simpaticissimo gruppo familiare proveniente dalla Nuova Zelanda, due giovani coppie con tre bambini (il più piccolo, Joshua, appena 1 anno) che alla fine hanno voluto condividere con me un aperitivo, brindando insieme in un caffè del centro con una bottiglia di prosecco: “Questo è il nostro modo di ringraziarti”.

Avranno brindato invece nell’intimo della loro stanza d’albergo o magari a cena in un ristorante, dopo la passeggiata pomeridiana con me tra i Sassi, la coppia di scozzesi che a Matera festeggiava il suo 25° anniversario di matrimonio: complimenti, davvero una scelta originale! Si godevano invece semplicemente la pensione la trentina di anziani (ma arzillissimi!) inglesi in arrivo da Trani irresistibilmente attratti da questo luogo sebbene non ne sapessero assolutamente nulla: “What does it mean Sassi?”. E gli Antichi Rioni sono stati una sensazionale scoperta anche per la famiglia di Singapore (!), padre madre e figlio di 14 anni che avevano scelto questo posto così lontano  dal loro Paese (non solo fisicamente) per trascorrervi le proprie vacanze.

Eppure in Estremo Oriente ormai Matera è molto conosciuta: mercoledì infatti ho accolto e accompagnato tra i Sassi il quarto gruppo di Taiwan negli ultimi due mesi: erano ragazzi, alcuni giovanissimi altri un po’ più grandi, tutti molto cordiali e simpatici, ormai completamente occidentali nell’aspetto, dall’abbigliamento agli accessori, dai capelli al trucco. A metà settimana sono “tornato” in Europa, con due signore olandesi al mattino (nella foto), una coppia di tedeschi nel pomeriggio e una famiglia di Londra nella serata di giovedì;  venerdì invece “me ne sono andato” in Scandinavia, prima in Danimarca con dieci splendidi settantenni di Copenaghen e dintorni in mattinata, poi in Norvegia nel pomeriggio con due coppie di mezza età.

Sabato e domenica poi un’incredibile coast to coast planetario: prima due coppie di australiani, una di Melboune e una di Sidney, poi un gruppo di una ventina di americani, alcuni con sangue lucano (un signore che aveva il nonno di Grassano e sua moglie con parenti a Stigliano), poi una coppia australiana di Perth, tre signore neozelandesi, una famiglia italo-americana di New York e una signora californiana con sua figlia esperta di yoga (che ora pensa di organizzarne una sessione nelle grotte della Gravina!) e l’amica canadese

Mr. Phileas Fogg alla fine non riuscì a terminare il suo giro del mondo e così perse la scommessa. Io invece spero di vincere la mia: far conoscere e amare Matera a più gente possibile e di ogni provenienza. In palio però non ci sono soldi. Ma solo l’orgoglio di appartenere a questa splendida città.

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